Hai presente quando tutto ciò che hai fatto qua si sgretola e sei solo, là, a guardare tutto finire com’è?

(Fonte: ilragazzoconlecuffiette)

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Non sappiamo quali saranno i giorni che cambieranno la nostra vita.
Probabilmente è meglio così.

(Fonte: tripps42)

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Noi ricordiamo perché non riusciamo, e probabilmente non possiamo, vedere la nostra vita come una moltitudine di strade scollegate tra loro. Ricordiamo perché vi è in noi la consapevolezza che il presente è stato costruito dal passato e che senza il ricordo di quello che è stato non potremmo capire in maniera ottimale il presente, non riuscendo, quindi, a viverlo in maniera totale.
Il ricordo muta nel tempo, subisce l’evolversi storico e il maturare della persona; ma il ricordare non può soggiacere ad alcun cambiamento: è descrizione naturale, prerogativa umana.
E’ un attimo, un istante che può durare minuti e ore: un respiro sotto un cielo diverso, un’immagine ardita all’orizzonte, e siamo trasportati con la nostra mente a quel giorno, a quel periodo, a quella notte; momenti che non possiamo decidere di rivivere, ma vite che decidono di riviverci.
Ed ecco che, in quell’esatto momento, noi tutti - consapevolmente o inconsapevolmente - ci chiediamo: «cos’è il ricordo, cos’è il passato, perché ho da rivivere certi momenti?» E malinconici, ma felici, non ci rispondiamo; sapendo che il giorno seguendo ancora ricorderemo, ancora ci domanderemo e ancora non ci risponderemo. Per sempre. amantedellarte (via amantedellarte)
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