Hai presente quando tutto ciò che hai fatto qua si sgretola e sei solo, là, a guardare tutto finire com’è?

(Fonte: ilragazzoconlecuffiette)

396 note
Non sappiamo quali saranno i giorni che cambieranno la nostra vita.
Probabilmente è meglio così.

(Fonte: tripps42)

1.984 note
Noi ricordiamo perché non riusciamo, e probabilmente non possiamo, vedere la nostra vita come una moltitudine di strade scollegate tra loro. Ricordiamo perché vi è in noi la consapevolezza che il presente è stato costruito dal passato e che senza il ricordo di quello che è stato non potremmo capire in maniera ottimale il presente, non riuscendo, quindi, a viverlo in maniera totale.
Il ricordo muta nel tempo, subisce l’evolversi storico e il maturare della persona; ma il ricordare non può soggiacere ad alcun cambiamento: è descrizione naturale, prerogativa umana.
E’ un attimo, un istante che può durare minuti e ore: un respiro sotto un cielo diverso, un’immagine ardita all’orizzonte, e siamo trasportati con la nostra mente a quel giorno, a quel periodo, a quella notte; momenti che non possiamo decidere di rivivere, ma vite che decidono di riviverci.
Ed ecco che, in quell’esatto momento, noi tutti - consapevolmente o inconsapevolmente - ci chiediamo: «cos’è il ricordo, cos’è il passato, perché ho da rivivere certi momenti?» E malinconici, ma felici, non ci rispondiamo; sapendo che il giorno seguendo ancora ricorderemo, ancora ci domanderemo e ancora non ci risponderemo. Per sempre. amantedellarte (via amantedellarte)
81 note

D’improvviso prese la mia mano e la strinse forte. Non dicemmo nulla, eravamo lì distesi sul letto a gustarci le nostre Marlboro Rosse.
Il sapore di quella sigaretta era diverso, o meglio ero io che diversamente dal passato la fumavo lentamente e con emozioni diverse. C’era silenzio, un silenzio piacevole, sereno. Ogni tanto sentivo i suoi sospiri uniti a quei suoni strani che uno fa’ quando sorride. Aveva sempre la mia mano nella sua, non la lasciava nemmeno per ciccare la sigaretta.
Non riesco a descrivere la bellezza di quel momento, ero lì accanto a lui e non avrei voluto essere da nessun’altra parte. Era quel momento perfetto che nasce dopo aver fatto l’amore, dove l’unica cosa che vuoi è restare in silenzio ed essere felice guardando gli occhi della persona che ami. Sentivo il rumore delle lenzuola ogni qualvolta si girava per guardarmi.
Quanto mi piaceva sapere che mi stesse guardando nonostante io fissassi il soffitto. Pur non volendolo, quando lui smetteva di guardarmi mi giravo per ammirare quel suo profilo perfetto incorniciato da un sorriso che non riusciva a fermare. Finalmente i nostri sguardi si incrociarono e in quel momento nessuna parola sarebbe servita perchè era appena iniziato un dialogo tra i nostri cuori, che trovavano espressione attraverso i nostri occhi. Strinse ancora più forte la mia mano e mi tirò a se dandomi uno di quei baci dolcissimi sul naso.
Passarono pochi secondi e sottovoce mi disse: “Tonia sono Felice…” , sorrisi e risposi: “Lo sono anche io, non sai quanto…”.
Lo abbracciai, forte, e iniziai a baciare ogni angolo del suo volto. Iniziammo a stuzzicarci e tra solletico, morsi, baci rubati finimmo con il rifare l’amore.

Forse è questa la felicità. Forse è tutta rinchiusa in un momento, in un piccolo istante dove sai perfettamente di essere dove il tuo cuore vuole essere.

Tdg (via iwillyourdream-iwillyourdesire)
34 note